Guida ai genitori di save the children

I bambini non sono mini esseri umani con mini diritti. Consiglio d’Europa

IN ATTESA DEL GARANTE PER L’INFANZIA
Sappiamo quanto sia indispensabile  una educazione  senza violenza, nè fisica nè psicologica. La sculacciata, la sberla, la sgridata NON sono sistemi educativi. So che direte tanto io sono stato tirato su bene così (non diamoci delle valutazioni da noi stessi :-) che siamo venuti bene non spetta a noi dirlo) e da piccolo mi ……. (vedete in fondo dichiarazione ONU del 2006).
Leggete con calma il volumetto di cui farò una breve trattazione a puntate, focalizzando alcuni punti. Magari “a spizzichi e bocconi” riuscirete a leggerlo. Con i ritmi di vita che abbiamo, anche in vacanza, salvo eccezioni, anche se animati da buone intenzioni pochi riescono a leggere tutto il volumetto. Qui sotto puntate alla “Tex Willer” che magari arricchiremo con qualche vostro contributo, se giunge (e sono sicuro di si).
Alcuni si chiederanno? Allora ho sbagliato? Debbo cambiare? Avrò creato dei danni? Oppure diranno: tutte scemate! I nonni facevano così!! ecc. ecc. Ricordo solo che il mondo cambia, cambia la società, cambiano i tempi e cose che si facevano una volta vengono dimostrate utili ed efficaci ed altre no. Tra quelle no c’è questa dei danni della violenza. Dimostrata con studi scientifici riportati nel volume.
Ricordo anche una definizione , negativa, della esperienza “FARE MAN MANO CHE GLI ANNI PASSANO GLI STESSI ERRORI CON MAGGIOR ARROGANZA E PRESUNZIONE”.
Per chi ha bambini piccoli la guida è utilissima e è una occasione di una riflessione per chi li ha grandi senza riempirsi di sensi di colpa o di fare accuse tra coniugi. E’ una occasione di riflessione, di scambio di opinioni tra genitori e non di conflitto nè di colpevolizzazione. Il mono è cambiamento, sperando che sia un miglioramento, è mettersi in gioco e capacità di cambiare cose che non vanno o che potrebbero andare meglio.
PECCATO NON PARLI DELLA MANOVRA ANTISOFFOCAMENTO MA RIMEDIAMO NOI.NOI TUTTI CON I PEDIATRI E L’AMICO SQUICCIARINI
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AFFETTO SIGNIFICA PROTEZIONE FISICA ED EMOTIVA. UNA FAMIGLIA IN CUI C’È UN CLIMA DI AFFETTO È FONDAMENTALE PER POTER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE
Una famiglia in cui c’è un clima di affetto è fondamentale per poter raggiungere gli obiettivi a lungo termine. Cosa fanno i genitori per far sentire affetto ai loro figli?
  1. li confortano quando soffrono o sono spaventati;
  2. li ascoltano;
  3. dimostrano di amarli, anche quando sbagliano;
  4. tengono conto anche del loro punto di vista;
  5. giocano con loro;
  6. ridono insieme a loro;
  7. li sostengono quando devono affrontare una prova; D li incoraggiano di fronte alle difficoltà;
  8. gli dimostrano che credono in loro;
  9. riconoscono il loro impegno e i loro successi;
  10. dimostrano di avere fiducia in loro;
  11. si divertono insieme a loro;
  12. li abbracciano;
  13. leggono per loro;
  14. dicono “Ti voglio bene”.
PRIMA PUNTATA:

Essere genitore è una delle esperienze più straordinarie della vita. Ci permette di provare sentimenti di enorme gioia, amore, orgoglio, emozione e felicità. Ci spinge a dare il meglio di noi, ma allo stesso tempo può mettere alla prova la nostra pazienza e la nostra capacità di gestire lo stress. A volte può spingerci alla rabbia e alla violenza.

Tutti i genitori, indipendentemente dalla cultura d’origine o dalla condizione sociale, hanno bisogno di sostegno e informazioni. Questa Guida fornisce informazioni importanti che aiuteranno i genitori a costruire con i loro figli un rapporto solido e che non sia segnato da episodi di violenza o di rabbia nei loro confronti.
Nella Guida vengono illustrati gli elementi che sono alla base di un rapporto genitori- figli positivo e si dimostra come questi elementi fondanti possano essere utilizzati per risolvere in modo costruttivo le situazioni conflittuali che emergono nel contesto familiare.
Questa Guida non propone delle ricette che i genitori devono seguire per risolvere situazioni specifiche, ma piuttosto aiuta i genitori a riflettere sul loro comportamento e a comprendere meglio il comportamento dei figli. La Guida insegna ai genitori ad applicare le conoscenze acquisite al fine di sostenere i propri figli nella loro crescita, costruendo, allo stesso tempo, un rapporto forte e duraturo.
A chi è rivolta
La Guida si rivolge a genitori con figli di tutte le età, di qualsiasi cultura e condizione sociale. Le informazioni presentate saranno utili per qualsiasi rapporto genitori-figli. Tuttavia, famiglie che vivono delle situazioni particolari come esperienza di traumi, rapporti conflittuali o violenti tra i genitori o figli con problemi neurologici o malattie croniche dovranno integrare le informazioni presentate in questa Guida con ulteriori approfondimenti e supporto specifico.
La Guida è un valido strumento anche per i professionisti del settore quali ad esempio insegnanti, educatori, animatori giovanili. Vi troveranno suggerimenti utili per il loro lavoro di insegnamento e di assistenza ai minori.
Le informazioni presenti in questa Guida potranno aiutare anche tutti i responsabili delle politiche per l’infanzia e il legislatore a comprendere meglio che è possibile educare con atteggiamenti positivi. La Guida presenta una visione di genitorialità efficace e non violenta che può costituire un valido strumento per le iniziative legislative volte alla tutela dei minori.
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Come è organizzata
La Guida accompagna il lettore lungo un percorso che mostrerà ai genitori come sostenere i propri figli nel loro sviluppo, e allo stesso tempo costruire con loro un rapporto forte e buono. Ogni tappa di questo percorso si basa sulle tappe precedenti; è quindi importante leggere i vari capitoli rispettandone l’ordine di presentazione.
La Guida ha una impostazione basata sui principi fondamentali dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sui risultati della ricerca scientifica in materia di punizioni fisiche e altre punizioni degradanti e sui quattro principi della genitorialità positiva, e cioè:
concentrarsi sugli obiettivi a lungo termine;
far sentire il proprio affetto e fornire punti di riferimento;
comprendere cosa pensano e cosa provano i figli e
avere un approccio volto a una risoluzione costruttiva dei problemi.
Nei capitoli successivi queste componenti vengono illustrate una ad una.Il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nel Commento Generale N. 8 (2006), definisce le punizioni “corporali” o “fisiche” come qualsiasi punizione per la quale viene utilizzata la forza fisica, allo scopo di infliggere un certo livello di dolore o di afflizione, non importa quanto lieve. Nella maggior parte dei casi consiste nel colpire (“picchiare”, “schiaffeggiare”, “sculacciare”) i bambini/e, utilizzando la mano o un oggetto – frusta, bastone, cintura, scarpa, cucchiaio di legno, ecc. Può però anche consistere, per esempio, nel dare calci, scossoni, spintoni al bambino/a, oppure graffiarlo, pizzicarlo, morderlo, tirargli i capelli o le orecchie, obbligarlo a restare in posizioni scomode, provocargli bruciature, ustioni o costringerlo con la forza ad ingerire qualcosa (per esempio, sciacquargli la bocca con il sapone o costringerlo ad inghiottire spezie piccanti). Il Comitato ONU ritiene che la punizione corporale sia in ogni caso degradante, e che altre forme di punizioni non fisiche siano ugualmente crudeli e degradanti e pertanto incompatibili con le disposizioni della Convenzione. Tra queste figurano, per esempio, le punizioni che mirano a denigrare il bambino/a, umiliarlo, sminuirlo, disprezzarlo, farlo diventare un capro espiatorio, minacciarlo, spaventarlo o schernirlo. 
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